ti ho persa da 3 giorni. E mi sono persa anch'io.
Ti ho desiderata per un anno e quando finalmente ci siamo decisi tu sei arrivata subito, come un dono. Un segno, ho pensato. Tutto così meravigliosamente spontaneo, nessuna ovulazione da controllare, nessun calcolo, solo amore. Questo tu sei stata, fin dal primo istante.
E invece la tua vita era destinata ad essere brevissima, impercettibile per chiunque, tranne che per noi, per me, soprattutto. Ti ho sentita, mi hai cambiato. Sapevo di aspettarti già prima del test. E già ti immaginavo e sapevo che eri una femmina, anche se nessuno potrà mai confermarlo.
Avevo fiducia e mi sentivo positiva, nessun presagio, nessun sospetto, solo tanta gioia. Eppure sei scivolata via da me una domenica mattina.
Hai aspettato che fossimo sole, io e te, per avere un momento intimo ed esclusivo con la tua mamma, il primo e anche l'ultimo. Ti ho amata in quel momento, più di ogni altra cosa. Ti volevo con me, ma tu te ne eri già andata. Ti ho pianto ed ho capito immediatamente che non avrei potuto fare niente per trattenerti, per salvarti.
Mi chiedo che senso abbia tutto questo. Sei arrivata per insegnarci qualcosa?
Forse per confermarci che sì, eravamo pronti per questo desiderio così grande ma che no, non era ancora il nostro momento. Non il tuo, in ogni caso.
Forse eri fragile o forse lo ero io e allora non sarei stata una buona madre per te.
Forse il mio corpo vuole dirmi qualcosa: "tu non puoi", "volere non è potere", "amore non è abbastanza".
Mi sento disorientata e inerme, non so neanche definire questo caos che mi fa gelare il cuore e subito dopo gli da fuoco.
Ma posso amarti comunque, anche se non sei più con me. Ti tengo nel mio cuore rotto.
Siamo state insieme 8 settimane, le più belle. Spero che tutto il mio amore ti sia arrivato, spero che tu abbia sentito quanto ti volevo con noi.
Saresti stata perfetta, lo sei. Ti penserò per sempre.
E il 2 aprile sarà per sempre il tuo compleanno.
[2 anni dopo...]
2 Novembre 2025
Cara bambina mia,
ti porto con me in questo giorno come sempre. Ma oggi voglio ricordarti in modo particolare, vista la data. Facendo due calcoli, avresti poco più di un anno e mezzo.
Ti dirò qualcosa che non ti ho mai detto e che fino a poco tempo fa mi avrebbe fatto male anche solo pensare.
Ci sto pensando da un po': forse la mia vita è andata esattamente come doveva andare. Perdonami bambina mia per queste parole che mi riempiono di senso di colpa il cuore e di lacrime gli occhi.
Certo che mi manchi, avrei tanto voluto conoscerti. Quando ti ho perso è stato come se una parte di me morisse insieme a te. Ho sofferto infinitamente, ho provato una rabbia profonda. Quel dolore non si spiega, non è solo dolore emotivo ma anche fisico.
Ma poi il sole è continuato a sorgere, inesorabile, ogni giorno. Il tempo ha continuato a scorrere. I fatti ad accadere, quelli buoni e quelli meno buoni. Il cambiamento ha fatto il suo corso naturale. I tasselli fuori posto hanno trovato posizione e la vita mi ha portato Livia.
Quando è arrivata dentro di me mi sei mancata ancor più forte, rivolevo te.
Ma giorno dopo giorno l'ho amata a tal punto da capire che perderti mi era servito per arrivare a lei. Ad amarla in questo modo nuovo, consapevole e sincero, coraggioso e sconfinato.
Durante l'attesa il pensiero era rivolto spesso verso di te, ho sentito forte la tua presenza, anche mentre veniva alla luce. Mi hai dato la forza che mi serviva e la protezione di cui avevamo bisogno.
Ho dovuto rinunciare a te per arrivare a lei. Sono felice che adesso Livia sia qui con me e per quanto faccia male ammetterlo, ti sono grata di esserti sacrificata per permettere a noi di incontrarci.
Tu sei il nostro tramite, il mio passaggio per raggiungere Livia. La strada che mi ha condotto ad essere una mamma migliore, per lei e per Edo.
Ti ringrazio figlia mia per la lezione d'amore che mi hai dato. Grazie per le emozioni che mi hai permesso di sentire. Senza di te non sarei la persona che sono diventata oggi.
Mi dispiace che tu abbia dovuto pagare il prezzo più alto, quello della tua vita. Non è giusto, ma non possiamo cambiare il passato, solo accettarlo.
Allora avrei fatto qualsiasi cosa per salvarti, perfino prendere il tuo posto. Ma non toccava a me decidere. E adesso, il minimo che io possa fare è far sì che il tuo 'sacrificio' non sia stato inutile.
Per questo ogni giorno mi sveglio e ti onoro, onoro la tua assenza. Non solo ricordandoti, ma portando in questo mondo una nuova versione di me. Una versione che sia degna del tuo amore, la madre che meriti e che meritano i tuoi fratelli.
Questa è l'eredità che tu mi hai lasciato.
Grazie Adele.
Tua,
mamma.

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