Ciao, sono Francesca.
In questo blog la prima cosa che sento di voler dire per definirmi è che sono la mamma di una stella, Adele.
Ho anche altri 2 bimbi, un guerriero, Edoardo e un'arcobaleno, Livia.
Quindi si, sono mamma. E la bimba che ho perso sarebbe stata la seconda.
Parlerò molto di lei, ma non in questo post. In questo parlerò di me.
Molti genitori che hanno perso uno o più bambini durante la gravidanza, riferiscono di quelle esperienze come uno spartiacque nella propria vita. Un momento di non ritorno che segna il passaggio da un prima ad un dopo nel quale tutto cambia irrimediabilmente. Mi rivedo in questa descrizione e questo post racconterà il prima, tutto ciò che c'è stato prima che il destino o la vita, mi portasse, e poi mi portasse via, Adele.
Sono nata nel 1986, ho avuto un'infanzia come tante, costellata di brutti e bei momenti, mi sono sentita sola e anche felice, a tratti. Ho sempre sentito che dovevo cavarmela da sola e che le emozioni erano fastidi da togliersi di dosso, poco accolte dagli altri e poco gradite da me.
Sono diventata grande in fretta, mi sono circordata di amici vari. Ho frequentato il liceo cercando di nascondere le mie fragilità ed essere apprezzata per quella che non ero, perché così ero stata abituata a fare. Mai avrei creduto che qualcuno avrebbe potuto amarmi semplicemente per quella che ero.
Mi sono innamorata per la prima volta e lì, per la prima volta, ho vacillato. Le mie emozioni erano incontenibili e volevano uscire da ogni parte. Con gran fatica le ho represse ed ho fatto un mare di sbagli (ma questa è un'altra storia che non racconterò).
Ho una lunga relazione stabile (spoiler, non con il ragazzo di cui parlavo prima) e mi iscrivo all'università. Psicologia, l'unica facoltà che avrei mai potuto fare per iniziare a capire qualcosa di me stessa e delle mie relazioni (passate e presenti).
L'università è un lungo periodo di latenza in cui paradossalmente mi allontano ancora di più dalle mie emozioni. Vivo col pilota automatico, obbiettivo dopo obiettivo.
In quegli anni si chiude (finalmente) la storia con l' uomo sbagliato e comincio a capire cosa NON voglio da una relazione.
Siamo nel 2011 e ad agosto inizia la mia storia d'amore (che ancora oggi vivo) col padre dei miei figli, un compagno di liceo che non avevo saputo apprezzare abbastanza ma che mi ha sempre portato nel cuore, amando di me proprio ciò che ho sempre tentato di nascondere.
2012, mi laureo, 110 e lode. Mio padre per la prima volta mi dice che è fiero di me, tramite messaggio. Non partecipa alla discussione perché ha la febbre. Il corpo mostra i segni che la psiche ci nasconde.
Dopo l'abilitazione mi iscrivo alla scuola di specializzazione per diventare psicoterapeuta e faccio dei concorsi perché a 25 anni non ho più voglia di fare le stagioni estive nei campeggi per mantenermi agli studi.
Nel 2015 vengo chiamata per fare delle sostituzioni nei Nidi, grazie ad un concorso. Inizio questo nuova esperienza e mi innamoro del lavoro educativo. Mi sento in piccolissima parte di contribuire alla promozione di una crescita positiva e armonica nei bambini. Vederli letteralmente sbocciare, iniziare a camminare, dire le prime paroline, sviluppare le prime autonomie, mi emoziona. Poi, vorrei proteggerli, tutti.
Inizio a sentire forte un desiderio di maternità sempre stato presente, ma ora amplificato e piu concreto.
Nel frattempo faccio psicoterapia e le emozioni iniziano a fluire, divengo consapevole di molti aspetti del mio funzionamento e inizio a capire come le dinamiche familiari hanno impattato sulla mia crescita.
Nel 2016 vinco un concorso e vengo assunta a tempo indeterminato in un Nido. Andiamo a convivere, iniziamo a progettare una famiglia. Nel 2017 compriamo la nostra prima casa, vogliamo dei figli, ci pensiamo concretamente, pianifichiamo.
Aspetto di concludere la scuola di specializzazione, mi diplomo in quello stesso anno.
Nello stesso periodo faccio un pap test di routine e da lì ha inzio la nostra disavventura.
Dalla successiva colposcopia, si scopre papilloma virus, cin 2, con condilomi. Devo operarmi. Lista d'attesa e passano i mesi.
Mi operano nel 2018. 6 mesi di stop post intervento. Visita di controllo per iniziare a provare a concepire il nostro primo figlio e si scopre che ho una malformazione uterina mai diagnosticata, nonostante i vari controlli ginecologici fatti negli anni.
L'isteroscopia diagnostica conferma l'utero setto. Mi devo operare di nuovo e di nuovo devo attendere le liste infinite della sanità pubblica.
Mi opero a gennaio 2020, poco prima che esplodesse il covid (per fortuna!). Ma il covid ferma anche il nostro progetto. Siamo titubanti, vogliamo vedere come va a finire...
Nel frattempo abbiamo cambiato casa e città.
A maggio iniziamo a tentare, fortunatamente a giugno sono già incinta di Edo. Una gravidanza tanto desiderara quanto sofferta: minacce d'aborto, perdite frequenti, scarso accrescimento del bambino, induzione di parto a 37 settimane perché lui pesava ancora 2 kg e ovviamente, l'inizio è stato in salita. (Ora sta benissimo!).
Nasce a gennaio, un anno esatto dopo il mio secondo intervento all'utero. Nonostante le diverse difficoltà iniziali, le cose procedono: Edo cresce, sta bene.e noi pure.
Ma il nostro progetto di famiglia non è esaurito. Vorremmo tanto un altro/a bambino/a per completare il quadro, desideriamo che Edo abbia un fratellino o una sorellina con cui crescere insieme.
Nel 2023, quando Edo ha 2 anni e mezzo, decidiamo di iniziare a provarci e, come la volta precedente la gravidanza arriva immediatamente.
A luglio del 2023 scopro di essere in dolce attesa. Sono così felice. Abbiamo provato quasi per caso, senza troppe aspettative. Ci siamo detti, quando sarà sarà... E tu, sei arrivata così spontaneamente, così facilmente. Sei un segno, il segno che eravamo pronti.
Mi sento benissimo, non ho nausee, non ho fastidi. Sono bellissima e in pace con me stessa e col mondo. Guardo mio figlio giocare al mare e penso che il prossimo anno avrà una sorellina. Non mi levo dalla testa che si tratti di una femmina.
Sono stupita dalla mia serenità, la prima gravidanza l'ho vissuta in modo totalmente diverso. Non ho ancora un ginecologo di fiducia perché voglio cambiarlo. Non sento la fretta, tutti sono in ferie, mi godo questi giorni di mare e attesa. Cullo questo segreto con un piacere infinito. Fisserò un'ecografia passato Ferragosto.
Ma purtroppo quell'ecografia, fissata prima di perderti, servirà per confermare la tua partenza e non il tuo arrivo.
Continua.....
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