Nel grembo del tempo
si è spento un respiro mai nato,
una promessa sospesa tra due battiti,
leggera come la bruma del mattino.
Il vento porta ancora il tuo nome
tra le pieghe dell’alba,
e ogni luce che nasce
mi ricorda che nulla muore davvero.
Tu non hai camminato sulla terra,
ma hai sfiorato il mondo
come un sogno troppo puro per restare.
Ora, nei giardini dell’anima,
crescono fiori che nessuno ha piantato,
e il loro profumo sa di perdono,
di pace, di futuro.
L’amore che non ha avuto tempo
non conosce fine —
vive nelle lacrime che diventano luce,
nelle mani che tornano ad aprirsi,
nel sole che torna a splendere
Perché anche nel vuoto
può germogliare la vita.
Anche nel vuoto si può rinascere.

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